STATUTO SOCIALE

CFT Società Cooperativa Allegato “C” all’atto repertorio 128282 raccolta 13222

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

SCARICA il .pdf

Denominazione - Sede - Durata

Denominazione - Sede - Durata

Art. 1 – Denominazione – Sede
E’ costituita, con sede nel Comune di Firenze, la Società cooperativa denominata “CFT Società Cooperativa”.
La Cooperativa potrà istituire sedi secondarie, succursali, agenzie e rappresentanze, sia in Italia che all’estero, nei modi e termini di legge.
Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente statuto e nei relativi regolamenti attuativi, si applicano le disposizioni del codice civile e delle leggi speciali sulle cooperative, nonché le disposizioni in materia di società per azioni in quanto compatibili con la disciplina cooperativistica.

Art. 2 – Durata
La Cooperativa ha durata fino al 31/12/2050 e potrà essere prorogata con deliberazione dell’assemblea straordinaria.

Scopo - Oggetto

Scopo - Oggetto

Art. 3 – Scopo

Lo scopo che i soci lavoratori della cooperativa intendono perseguire è quello di ottenere, tramite la gestione in forma associata e con la prestazione della propria attività lavorativa, continuità di occupazione e le migliori condizioni economiche, sociali, professionali.
Conseguentemente la tutela dei soci lavoratori viene esercitata dalla Cooperativa e dalle Associazioni di rappresentanza nell’ambito delle leggi in materia, degli Statuti sociali e dei Regolamenti interni. La Cooperativa deve essere retta e disciplinata dai principi della mutualità.
Ai fini del raggiungimento degli scopi sociali e mutualistici, i soci instaurano con la cooperativa un ulteriore rapporto di lavoro, in forma subordinata, o autonoma, nelle diverse tipologie previste dalla legge, ovvero in qualsiasi altra forma consenta la legislazione italiana.
La cooperativa può svolgere la propria attività anche con terzi non soci.
La Cooperativa, per agevolare il conseguimento dello scopo sociale e la realizzazione dell’oggetto sociale, si propone di costituire fondi per lo sviluppo tecnologico, per la ristrutturazione ed il potenziamento aziendale.
La Cooperativa si propone, altresì, di partecipare al rafforzamento del movimento cooperativo unitario italiano. Perciò stesso la Cooperativa può aderire ad organizzazioni cooperativistiche ed ai relativi organismi periferici, che ne assumono la tutela a norma di legge.

Art. 4 – Oggetto

La società, con riferimento ai requisiti e agli interessi dei soci, ha per oggetto:

  1. attività di facchinaggio in genere, servizi di movimentazione, stoccaggio e lavorazione; gestione di magazzini, centri distribuzione e centri frigoriferi, pulizie e tutti gli eventuali servizi necessari alla funzionalità e gestione di centri di raccolta, movimentazione, lavorazione, stoccaggio, allestimento, confezione, distribuzione di prodotti alimentari e non alimentari;
  2. attività di autotrasporto merci per conto terzi, in particolare il trasporto e la distribuzione di prodotti alimentari (freschi, secchi, conservati e surgelati), non alimentari, imballaggi, container, trasporto inerti, trasporti industriali;
  3. operazioni di import/export per tutte le categorie merceologiche;
  4. l’attività di sollevamenti tramite autogru, oltre che di noleggio piattaforme, autogru e gru edili fisse, montaggio di gru edili, montaggio coperture e montaggio linee vita;
  5. l’attività di bonifica terreni contaminati, bonifiche amianto e bonifiche cisterne, oltre che di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti, compresi:
  6. raccolta trasporto e smaltimento rifiuti urbani ed assimilati speciali, pericolosi e non pericolosi;
  7. rifiuti ospedalieri compreso parti anatomiche e rifiuti sanitari in genere;
  8. rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi;
  9. realizzazione e gestione di impianti di recupero e smaltimento rifiuti e centri di raccolta;
  10. liquami e residui fognari;
  11. prestazioni accessorie all’igiene urbana quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, lavaggio cassonetti, manutenzione e lavaggio cestini, posizionamento bidoncini e cassonetti;
  12. manutenzione e riparazione di cassonetti per RSU, incluso compravendita e commercializzazione dei cassonetti e delle parti di ricambio;
  13. gestione impianti di stoccaggio e piattaforme ecologiche e similari;
  14. progettazione ed assunzione (e/o partecipazione a) di contratti in ambito di global service e, dunque, con prestazione di servizi già compresi nel presente art. 4, gestione centrali operative e call center;
  15. l’attività di apertura, gestione, custodia, pulizia e manutenzione di edifici pubblici, patrimonio immobiliare pubblico, di aziende miste, privato, impianti sportivi, piscine, spazi a verde, giardini sia pubblici che privati, bar, ristoranti, mense di qualsiasi tipo, agriturismo, maneggi, alberghi, camping e stabilimenti balneari, ospedali, distretti sanitari, case di cura, residenze sanitarie assistite;
  16. commercio di tutti i beni alimentari e non alimentari, preparazione, confezionamento, trasporto e somministrazione di alimenti;
  17. disinfezione e pulizie, civili ed industriali, incluso edifici ospedalieri e residenze socio-sanitarie;
  18. custodia e gestione cimiteri, comprese tumulazioni, inumazioni ed estumulazioni;
  19. organizzazione e gestione di manifestazioni a scopo promozionale, congressi, convegni e meeting, guardaroberia e lavanderia.
  20. Organizzazione di corsi di formazione professionale relativi alle attività svolte dalla cooperativa e per terzi;
  21. distribuzione domiciliare di bollettazione, certificazione e materiale cartaceo in genere, distribuzione di kit di qualsiasi tipo;
  22. interventi di manutenzione, riparazione, restauri e qualsiasi tipo di manifestazioni di componenti meccaniche, elettriche, di falegnameria e murali;
  23. opere di urbanizzazione primaria e secondaria, lavori edili di qualsiasi genere;
  24. montaggio di componentistica in genere, compreso pareti componibili per uffici, stand per mostre, fiere e manifestazioni, affissioni murali;
  25. realizzazione gestione di officine per la manutenzione e riparazione di automezzi ed attrezzature meccaniche ed elettroniche di ogni genere, in proprio o per conto di terzi, con interventi anche presso terzi;
  26. gestione, in proprio o per conto di terzi, di impianti di erogazione di carburante, lavaggi e simili;
  27. commercio e riparazione materiale tecnico viaggiante e imballaggi in genere;
  28. servizi di portierato, sorveglianza, vigilanza notturna e altri servizi connessi, incluso accompagnamento su automezzi in proprio e conto terzi;
  29. rilevamento di reti tecnologiche, impianti industriali ed oggetti puntuali sul territorio;
  30. rilevamento e digitalizzazione di dati cartografici, immissione di dati alfanumerici ed attività di elaborazione dati informatici in genere, nonché produzione e commercializzazione di software e sistemi applicativi da utilizzare per lo svolgimento di tutte le attività sociali;
  31. rilevazione ed affissione di numerazione civica e targhe varie, revisione della toponomastica;
  32. consulenze tecniche ed amministrative per conto di terzi, apertura e gestione di archivi, elaborazione buste paga ed amministrazione del personale;
  33. progettazione, costruzione e gestione di sistemi di sosta a pagamento su pubblica via o in struttura.
  34. commercio ed intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi.
  35. La Cooperativa potrà assumere tutte le attività sia direttamente che tramite organismi consortili e/o società collegate.

La Cooperativa organizza il servizio e la distribuzione del lavoro.
La Cooperativa potrà svolgere qualunque attività connessa od affine a quelle sopra elencate, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali di natura immobiliare, mobiliare, nei limiti previsti dalla legge, industriale e finanziaria, purché non diretta al pubblico, necessarie od utili alla realizzazione degli scopi sociali e comunque, sia indirettamente che direttamente attinenti ai medesimi, nonché, tra l’altro, per la sola indicazione esemplificativa:

  1. promuovere la costituzione di società di capitali con partecipazione anche maggioritaria e/o di controllo, nonché acquisire partecipazioni anche maggioritarie e/o di controllo in società di capitali;
  2. concorrere ad aste, concorsi, licitazioni, gare, appalti e trattative private;
  3. istituire e/o gestire cantieri, stabilimenti, officine, impianti e magazzini necessari per l’espletamento delle attività sociali;
  4. promuovere, progettare e realizzare attività di project financing.
  5. dare adesioni e partecipazioni ad enti ed organismi economici consortili e fideiussori diretti a consolidare e sviluppare il movimento cooperativo ed agevolarne gli scambi, gli approvvigionamenti ed il credito.

Potrà inoltre favorire e sviluppare iniziative sociali, mutualistiche, culturali, professionali, ricreative e sportive, sia con la creazione di apposite sezioni, sia con partecipazione ad organismi ed enti idonei.
Esclusivamente ai fini del conseguimento dell’oggetto sociale e soltanto nell’ambito dei propri soci, la Cooperativa potrà effettuare la raccolta dei prestiti da disciplinarsi con apposito regolamento. E’ pertanto tassativamente vietata la raccolta di risparmio fra i non soci sotto ogni forma. La cooperativa può aderire ad un gruppo cooperativo paritetico ai sensi dell’articolo 2545-septies del codice civile.

Soci

Soci

Art. 5 – Numero e requisiti dei soci

Il numero dei soci è illimitato e variabile ma non può essere inferiore al minimo stabilito dalla legge.
Possono essere soci tutte le persone fisiche aventi la capacità di agire e che abbiano maturato una capacità professionale nei settori di cui all’oggetto della cooperativa o che comunque possano collaborare al raggiungimento dei fini sociali con la propria attività lavorativa o professionale.
L’ammissione è finalizzata allo svolgimento effettivo dello scambio mutualistico e all’effettiva partecipazione del socio all’attività della cooperativa; l’ammissione deve essere coerente con la capacità della cooperativa di soddisfare gli interessi sociali, anche in relazione alle strategie imprenditoriali di medio e lungo periodo.
Inoltre, le nuove ammissioni non devono compromettere l’erogazione del servizio mutualistico in favore dei soci preesistenti.
Possono essere ammessi anche soci finanziatori, sia persone fisiche che persone giuridiche, nei limiti previsti dalla Legge.
Non possono essere soci coloro che esercitano in proprio imprese in concorrenza con quella della cooperativa.

Art. 6 – Procedura di ammissione

Chi intende essere ammesso come socio dovrà presentare al Consiglio di Amministrazione domanda scritta, con i seguenti dati ed elementi:

  • cognome e nome, luogo e data di nascita, residenza, domicilio, cittadinanza;
  • dichiarazione di attenersi al presente Statuto, ai Regolamenti ed alle deliberazioni legalmente adottate dagli Organismi sociali;
  • impegno al versamento della eventuale tassa di ammissione;
  • ammontare del numero di azioni che si propone di sottoscrivere, che non potrà essere inferiore al numero minimo deliberato dall’assemblea ordinaria dei soci e che non dovrà comunque mai essere inferiore né superiore ai limiti fissati dalla Legge.

I soci cooperatori dovranno inoltre fornire l’indicazione della effettiva attività svolta, della eventuale capacità professionale maturata nei settori di cui all’oggetto della cooperativa, delle specifiche competenze possedute nonché del tipo dell’ulteriore rapporto di lavoro che il socio intende instaurare in conformità con il presente statuto e con l’apposito regolamento dei quali dichiara di avere preso visione.
Il Consiglio di Amministrazione, accertata l’esistenza dei requisiti di cui all’art. 5 e l’inesistenza delle cause di incompatibilità in detto articolo indicate, delibera, entro sessanta giorni sulla domanda e stabilisce le modalità ed i termini per il versamento del capitale sociale. La delibera di ammissione viene comunicata al socio a mezzo raccomandata A.R. o raccomandata a mano e diventa efficace con l’iscrizione nel libro dei soci.
A seguito della delibera di ammissione del nuovo socio, nella quale si stabilisce il tipo di rapporto di lavoro che sarà instaurato con la cooperativa, il socio stesso aderisce in forma scritta alla relativa disciplina contenuta nel regolamento di cui al successivo articolo 26.
In caso di rigetto della domanda di ammissione, il Consiglio di Amministrazione deve motivare entro sessanta giorni la relativa delibera e comunicarla all’interessato. In tal caso, l’aspirante socio può, entro sessanta giorni dalla comunicazione, chiedere che sulla domanda di ammissione si pronunci l’assemblea dei soci in occasione della sua prima successiva convocazione.
Nel caso di deliberazione difforme da quella del Consiglio di Amministrazione, quest’ultimo è tenuto a recepire quanto stabilito dall’assemblea con deliberazione da assumersi entro trenta giorni dalla data dell’assemblea stessa.
Il Consiglio di Amministrazione illustra nella relazione di bilancio le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione di nuovi soci.

Art. 7 – Obblighi dei soci

I soci cooperatori sono obbligati:

  1. all’immediato versamento della tassa di ammissione, che non sarà restituita in alcun caso;
  2. a sottoscrivere le azioni di cui al precedente articolo 6;
  3. a sottoscrivere per approvazione lo Statuto Sociale e il Regolamento Interno, nonché all’osservanza dello statuto, dei regolamenti interni e delle deliberazioni legalmente adottate dagli Organi Sociali;
  4. a versare, oltre l’importo delle azioni, il sovrapprezzo eventualmente determinato dall’assemblea in sede di approvazione del bilancio su proposta degli amministratori, con le modalità e nei termini previsti dai successivi articoli;
  5. a mettere a disposizione le proprie capacità professionali e il proprio lavoro in relazione al tipo e allo stato dell’attività svolta, nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro disponibile, come previsto nell’ulteriore rapporto instaurato e ferme restando le esigenze della cooperativa;
  6. ad adoperarsi nella difesa, nella tutela e conservazione del patrimonio sociale.

Art. 8 – Divieti

E’ fatto divieto ai soci cooperatori di iscriversi contemporaneamente ad altre cooperative che perseguano identici scopi sociali, nonché di prestare lavoro a favore di terzi esercenti imprese, salvo specifica autorizzazione del Consiglio di Amministrazione che può tener conto delle tipologie e delle condizioni dell’ulteriore rapporto di lavoro.

Art. 9 – Diritti dei soci

I soci hanno diritto ad esaminare i libri sociali nell’ambito delle previsioni normative in vigore.
Tali diritti non spettano ai soci in mora per la mancata esecuzione dei conferimenti o inadempienti rispetto alle obbligazioni contratte con la società.

Art. 10 – soci speciali

Il Consiglio di Amministrazione può deliberare, nei limiti previsti dalla legge, l’ammissione di nuovi soci cooperatori in una categoria speciale in ragione dell’interesse:

  • alla loro formazione professionale;
  • al loro inserimento nell’impresa.

Nel caso di cui alla lettera a) del comma 1, il Consiglio di Amministrazione può ammettere alla categoria dei soci speciali coloro che debbano completare o integrare la loro formazione professionale in ragione del perseguimento degli scopi sociali ed economici, in coerenza con le strategie di medio e lungo periodo della cooperativa.
Nel caso di cui alla lettera b) del comma 1, il Consiglio di Amministrazione può ammettere alla categoria dei soci speciali coloro che sono in grado di concorrere, ancorché parzialmente, al raggiungimento degli scopi sociali ed economici, in coerenza con le strategie di medio e lungo periodo della cooperativa.
La delibera di ammissione del Consiglio di Amministrazione, in conformità con quanto previsto da apposito regolamento, stabilisce:

  1. la durata del periodo di formazione o di inserimento del socio speciale;
  2. i criteri e le modalità attraverso i quali si articolano le fasi di formazione professionale o di inserimento nell’assetto produttivo della cooperativa;
  3. le azioni che il socio speciale deve sottoscrivere al momento dell’ammissione, in misura comunque non superiore al 50% (cinquanta per cento) di quello previsto per i soci ordinari.

Ai soci speciali può essere erogato il ristorno, previsto dall’articolo 27, in misura inferiore ai soci ordinari, considerati anche i costi di formazione professionale o di inserimento nell’impresa cooperativa. Ai soci speciali non spetta comunque l’attribuzione dei ristorni nelle forme di aumento del capitale sociale o di emissione di strumenti finanziari.
Il socio appartenente alla categoria speciale ha diritto di partecipare alle assemblee ed esercita il diritto di voto solamente in occasione delle assemblee ordinarie convocate per l’approvazione del bilancio. Non può rappresentare in assemblea altri soci.
Il socio appartenente alla categoria speciale non può essere eletto nel Consiglio di Amministrazione della cooperativa.
I soci speciali non possono esercitare i diritti previsti dall’articolo 2545-bis del codice civile.
I soci speciali possono recedere nei casi previsti dalla legge e dall’articolo 11 del presente statuto. Il recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale e il rapporto mutualistico dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.
I soci speciali possono essere esclusi, anche prima della data di scadenza del periodo di formazione od inserimento, nei casi previsti dalla legge e dall’articolo 13 del presente statuto.
Alla data di scadenza del periodo di formazione od inserimento, il socio speciale è inserito nella categoria dei soci ordinari e ammesso a godere i diritti che spettano agli altri soci cooperatori a condizione che sottoscriva il numero minimo di azioni previste per i soci ordinari e, come previsto dal regolamento e dalla delibera di ammissione, abbia rispettato i doveri inerenti la formazione professionale, conseguendo i livelli qualitativi prestabiliti dalla cooperativa, ovvero abbia rispettato gli impegni di partecipazione all’attività economica della cooperativa, finalizzati al proprio inserimento nell’organizzazione aziendale. In tal caso, il Consiglio di Amministrazione deve comunicare la delibera di ammissione in qualità di socio ordinario all’interessato, secondo le modalità e con gli effetti previsti dall’articolo 6.
In caso di mancato rispetto dei suddetti livelli qualitativi, il Consiglio di Amministrazione può deliberare il provvedimento di esclusione nei confronti del socio speciale secondo i termini e le modalità previste dall’articolo 13.

Recesso - decadenza -esclusione

Recesso – decadenza -esclusione

La qualità di socio cooperatore si perde per recesso, decadenza, esclusione e per causa di morte.

Art. 11 – Recesso

Oltre che nei casi previsti dalla Legge, può recedere il socio cooperatore:

a. che abbia perduto i requisiti per l’ammissione;

b. che non si trovi più in grado di partecipare al raggiungimento degli scopi sociali o il cui rapporto di lavoro – subordinato,

autonomo o di altra natura – sia cessato per qualsiasi motivo;

c. in ogni altro caso in cui non intenda proseguire nell’attività cooperativa, con un preavviso tale da non creare danno economico alla cooperativa, in relazione al particolare regime contributivo cui la cooperativa attualmente fa riferimento. Detti criteri saranno meglio specificati sul regolamento e comunque il preavviso avrà una durata minima di almeno 15 giorni.

Spetta al Consiglio di Amministrazione constatare, entro sessanta giorni dalla comunicazione di recesso, se ricorrano i motivi che, a norma della legge e del presente statuto, legittimino il recesso.

Qualora i presupposti del recesso non sussistano, gli amministratori devono darne immediata comunicazione al socio che, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può attivare le procedure arbitrali di cui al successivo articolo 45.

Il recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale e il rapporto mutualistico dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.

Art. 12 – Decadenza

La decadenza è pronunciata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti dei soci cooperatori:

a. interdetti o inabilitati;

b. nei confronti di quelli che vengano a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste dal precedente art. 5;

c. che volontariamente abbiano rassegnato le proprie dimissioni dal rapporto ulteriore di lavoro subordinato o abbiano dichiarato la loro volontà di interrompere qualsiasi altro rapporto di lavoro;

d. che abbiano subito un provvedimento di licenziamento per giustificato motivo oggettivo nell’ambito delle fattispecie disciplinate da norme di legge ai fini dell’erogazione di strumenti pubblici a sostegno del reddito dei lavoratori;

e. di quelli in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia, o che abbiano comunque raggiunto l’età pensionabile oppure nel caso di sopravvenuta inabilità a partecipare ai lavori dell’impresa sociale.

Quando ricorrano particolari esigenze interne della Cooperativa, l’assemblea ha la facoltà di escludere dalla decadenza i soci cooperatori che abbiano raggiunto il limite di età pensionabile o che si trovino nelle condizioni di sopravvenuta inabilità, fissando il limite massimo della eccezionale prosecuzione del rapporto sociale.

Art. 13 – Esclusione

L’esclusione sarà deliberata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti del socio cooperatore:

a. che non ottemperi alle disposizioni del presente Statuto, dei Regolamenti sociali, delle deliberazioni legalmente adottate

dagli Organi Sociali, con inadempimenti che non consentano la prosecuzione, nemmeno temporanea, del rapporto;

b. che, senza giustificato motivo, non partecipi per più di tre volte di seguito alle assemblee regolarmente convocate;

c. che si renda moroso nel versamento delle azioni sottoscritte o dei pagamenti di eventuali debiti contratti ad altro titolo verso la Cooperativa;

d. che svolga o tenti di svolgere attività in concorrenza o contraria agli interessi sociali;

e. che nell’esecuzione del proprio lavoro commetta atti valutabili quale notevole inadempimento come delimitato dall’articolo 1455 del C.C.;

f. che venga condannato con sentenza penale irrevocabile per reati dolosi;

g. che abbia subito condanne che comportino l’interdizione anche temporanea, dai pubblici uffici;

h. che nell’esecuzione del rapporto di lavoro subordinato subisca un provvedimento di licenziamento per motivi disciplinari, per giusta causa o giustificato motivo soggettivo;

i. il cui ulteriore rapporto di lavoro non subordinato sia stato risolto dalla cooperativa per inadempimento;

j. che venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste dall’articolo 8, senza la prevista autorizzazione del Consiglio di Amministrazione;

k. che, in qualunque modo, arrechi danni gravi, anche morali, alla Cooperativa o fomenti in seno ad essa dissidi e disordini pregiudizievoli, con comportamenti contrari o estranei all’interesse della cooperativa.

L’esclusione sarà deliberata, inoltre, nei confronti dei soci speciali che non abbiano rispettato i doveri inerenti la formazione professionale, non conseguendo i livelli qualitativi prestabiliti dalla cooperativa, ovvero non abbiano rispettato gli impegni di partecipazione all’attività economica della cooperativa, finalizzati al proprio inserimento nell’organizzazione aziendale e/o, comunque, non abbiano sottoscritto il numero minimo di azioni deliberate dall’assemblea ordinaria dei soci e previste per i soci ordinari.

L’esclusione diventa operante dall’annotazione nel libro dei soci.

Contro la deliberazione di esclusione il socio, entro sessanta giorni dalla comunicazione, può attivare le procedure arbitrali di cui all’articolo 45 del presente statuto.

Art. 14 – Provvedimenti in caso di recesso, decadenza ed esclusione

Le deliberazioni prese in materia di recesso, decadenza ed esclusione, debbono essere comunicate ai soci destinatari mediante raccomandata con ricevuta di ritorno, o, in difetto, mediante

raccomandata a mano, con rispettiva ricevuta.

Salvo diversa e motivata decisione del Consiglio di Amministrazione, alla deliberazione di recesso, di decadenza o di esclusione del socio lavoratore consegue la risoluzione dell’ulteriore rapporto di lavoro instaurato ai sensi del precedenti articoli 3 e 6.

Art. 15 – Liquidazione dei soci

I soci receduti, decaduti o esclusi, hanno soltanto il diritto al rimborso del capitale da essi effettivamente versato, ed eventualmente rivalutato ai sensi dei successivi articoli 31 e 27 (rivalutazione ai sensi dell’articolo 7 della legge 59/92; ristorno), la cui liquidazione, eventualmente ridotta in proporzione alle perdite imputabili al capitale, avrà luogo sulla base del bilancio dell’esercizio nel quale si è verificato lo scioglimento del rapporto sociale.

Il pagamento deve essere fatto entro 180 giorni dall’approvazione del bilancio stesso.

La liquidazione o il rimborso della frazione di capitale assegnata al socio ai sensi del successivo articolo 27 a titolo di ristorno, può essere corrisposta in più rate, unitamente agli interessi legali, entro un termine massimo di cinque anni.

In ogni caso, il rimborso verrà liquidato su richiesta scritta dell’interessato.

Art. 16 – Morte del socio

In caso di morte del socio, il diritto degli eredi al rimborso del capitale da lui effettivamente versato e rivalutato si matura nella misura e con le modalità previste nel precedente articolo.

Art. 17 – Modalità liquidazione

I soci decaduti, receduti od esclusi o gli eredi del socio defunto, dovranno richiedere il rimborso entro e non oltre cinque anni dalla scadenza dei sei mesi indicati nei precedenti articoli.

Gli eredi del socio defunto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione della quota, idonea documentazione od atto notorio, o dichiarazione sostitutiva, comprovanti che sono gli aventi diritto alla riscossione e la nomina di un unico delegato alla riscossione medesima.

Le azioni per le quali non sarà richiesto il rimborso nel termine suddetto e quelle comunque non rimborsate, si prescrivono a favore del fondo di riserva.

Soci Finanziatori ed Altri Strumenti Finanziari

Soci Finanziatori ed Altri Strumenti Finanziari

Soci Finanziatori ed Altri Strumenti Finanziari

Art. 18 – Soci finanziatori

Ferme restando le disposizioni di cui ai precedenti articoli, possono essere ammessi alla Cooperativa soci finanziatori, di cui all’art. 2526 cod. civ.

Rientrano in tale categoria anche i soci sovventori disciplinati

dall’art. 4 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, nonché le azioni di partecipazione cooperativa di cui agli artt. 5 e 6 della stessa legge n. 59.

Oltre a quanto espressamente stabilito dal presente Titolo, ai soci finanziatori si applicano le disposizioni dettate a proposito dei soci ordinari, in quanto compatibili con la natura del rapporto. Non si applicano le disposizioni concernenti i requisiti di ammissione, le cause di incompatibilità e le condizioni di trasferimento.

Art. 19 – Conferimenti dei soci finanziatori

I conferimenti dei soci finanziatori sono imputati ad una specifica sezione del capitale sociale della Cooperativa.

A tale sezione del capitale sociale è altresì imputato il fondo per il potenziamento aziendale costituito con i conferimenti dei sovventori, di cui al successivo art. 28 del presente Statuto.

I conferimenti dei soci finanziatori possono avere ad oggetto denaro, beni in natura o crediti, e sono rappresentati da azioni nominative trasferibili del valore di Euro 25,00 (venticinque/00) ciascuna.

I versamenti sulle azioni sottoscritte dai soci finanziatori da liberarsi in denaro potranno essere effettuati quanto al trenta per cento all’atto della sottoscrizione e la parte restante nei termini da stabilirsi

dal Consiglio di Amministrazione.

Art. 20 – Trasferibilità dei titoli

Salvo contraria disposizione adottata dall’assemblea in sede di emissione dei titoli, le azioni dei soci finanziatori possono essere sottoscritte e trasferite esclusivamente previo gradimento del Consiglio di Amministrazione.

Il socio finanziatore che intenda trasferire le azioni deve comunicare al Consiglio di Amministrazione il proposto acquirente ed il consiglio ha la facoltà di pronunciarsi entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione. In caso di mancato gradimento del soggetto acquirente indicato dal socio che intende trasferire i titoli, il consiglio provvederà ad indicarne altro gradito. Decorso il predetto termine, il socio sarà libero di vendere al proposto acquirente.

Salva contraria disposizione adottata dall’assemblea in sede di emissione dei titoli, il socio finanziatore, ad eccezione delle azioni di socio sovventore e delle azioni di partecipazione cooperativa, non può trasferire i titoli ai soci ordinari.

La società ha facoltà di non emettere i titoli ai sensi dell’art. 2346, comma 1.

Art. 21 – Modalità di emissione e diritti amministrativi dei soci finanziatori

L’emissione delle azioni destinate ai soci finanziatori deve essere disciplinata con deliberazione dell’assemblea straordinaria con la quale devono essere stabiliti l’importo complessivo dell’emissione e le modalità di esercizio del diritto di opzione dei soci sulle azioni emesse, ovvero l’autorizzazione agli amministratori ad escludere o limitare lo stesso, in conformità con quanto previsto dagli artt. 2524 e 2441 cod. civ. e in considerazione dei limiti disposti per i soci ordinari dalle lettere b) e c) dell’articolo 2514, che dovrà essere specificata su proposta motivata degli amministratori.

A ciascun socio finanziatore è attribuito un numero di voti proporzionale al numero delle azioni sottoscritte.

A ciascun socio sovventore non possono tuttavia essere attribuiti più di cinque voti.

Ai soci ordinari non possono essere attribuiti voti in qualità di sottoscrittori di strumenti finanziari.

I voti complessivamente attribuiti ai soci finanziatori non devono superare il terzo dei voti spettanti all’insieme dei soci presenti o rappresentati in ciascuna assemblea. Qualora, per qualunque motivo, si superi tale limite, i voti dei soci finanziatori saranno ricondotti automaticamente entro la misura consentita, applicando un coefficiente correttivo determinato dal rapporto tra il numero massimo dei voti ad essi attribuibili per legge e il numero di voti da essi portato.

Ai soci finanziatori, in considerazione dell’interesse che essi hanno nell’attività sociale, è riservata la nomina di almeno un amministratore e un sindaco effettivo e supplente nonché di un liquidatore in caso di scioglimento della cooperativa. Tale nomina sarà deliberata a maggioranza dei voti spettanti ai soli soci finanziatori. La deliberazione dell’assemblea di emissione delle azioni destinate ai soci finanziatori può prevedere la nomina da parte di tale categoria di un numero maggiore di amministratori o sindaci, purché non superiore ad un terzo dei complessivi membri dell’organo.

La deliberazione dell’assemblea stabilisce altresì i compiti che vengono attribuiti al Consiglio di Amministrazione ai fini del collocamento dei titoli.

Art. 22 – Diritti patrimoniali e recesso dei soci finanziatori

Le azioni dei soci finanziatori sono privilegiate nella ripartizione degli utili nella misura stabilita dalla deliberazione dell’assemblea straordinaria di cui all’articolo 21.

La remunerazione delle azioni sottoscritte dai soci cooperatori, in qualità di soci finanziatori, non può essere superiore a due punti rispetto al limite previsto per i dividendi dalla lettera

a) dell’articolo 2514 c.c.

La delibera di emissione di cui all’articolo 21, comma 1, può stabilire in favore delle azioni destinate ai soci finanziatori l’accantonamento di parte degli utili netti annuali a riserva divisibile, in misura proporzionale al rapporto tra capitale conferito dai soci finanziatori medesimi e patrimonio netto.

La riduzione del capitale sociale in conseguenza di perdite non comporta riduzione del valore nominale delle azioni dei soci finanziatori, se non per la parte di perdita che eccede il valore nominale complessivo delle azioni dei soci cooperatori.

In caso di scioglimento della Cooperativa, le azioni di socio finanziatore hanno diritto di prelazione nel rimborso del capitale sociale, rispetto a quelle dei soci cooperatori, per il loro intero valore. Ai fini della determinazione del valore delle azioni si terrà conto sia del valore nominale, sia della quota parte di riserve divisibili, ivi compresa la riserva da sovrapprezzo.

Oltre che nei casi previsti dall’art. 2437 cod. civ., ai soci finanziatori il diritto di recesso spetta quando sia decorso il periodo minimo di cinque anni a decorrere dalla data di iscrizione nel libro soci. Fermi restando i casi previsti dalla legge, la deliberazione di emissione delle azioni può escludere la possibilità di recesso, ovvero stabilire un periodo maggiore.

In tutti i casi in cui è ammesso il recesso, il rimborso delle azioni dovrà avvenire secondo le modalità previste dagli artt. 2437-bis e seguenti, cod. civ., per un importo corrispondente al valore nominale e alla quota parte di riserve divisibili ad esse spettanti, ivi compresa la riserva da sovrapprezzo.

Art 23 – Programmi pluriennali per lo sviluppo aziendale

Con deliberazione dell’assemblea ordinaria la Cooperativa può adottare procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo e all’ammodernamento aziendale, secondo quanto stabilito dall’art. 5, legge 59/1992. In tal caso la Cooperativa può emettere azioni di partecipazione cooperativa, anche al portatore se interamente liberate, prive del diritto di voto e privilegiate nella ripartizione degli utili.

Le azioni di partecipazione cooperativa possono essere emesse per un ammontare non superiore alla minor somma tra il valore contabile delle riserve indivisibili o del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio certificato e depositato presso il Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale.

Le azioni di partecipazione cooperativa devono essere offerte in opzione, in misura non inferiore alla metà, ai soci e ai lavoratori dipendenti della Cooperativa.

Alle azioni di partecipazione cooperativa spettano i privilegi patrimoniali stabiliti dal precedente art. 22.

Con apposito regolamento, approvato dall’assemblea ordinaria dei soci, sono determinate le modalità attuative delle procedure di programmazione di cui al primo comma del presente articolo. L’assemblea speciale degli azionisti di partecipazione determina le modalità di funzionamento dell’assemblea stessa e di nomina del rappresentante comune.

Il rappresentante comune degli azionisti di partecipazione può esaminare i libri sociali e chiederne estratti, può assistere alle assemblee dei soci, con facoltà di impugnarne le deliberazioni; provvede all’esecuzione delle deliberazioni dell’assemblea speciale e tutela gli interessi dei possessori di azioni di partecipazione cooperativa nei confronti della Società.

Art. 24 – Assemblea speciale dei soci finanziatori

I soci finanziatori partecipano alle assemblee generali dei soci mediante votazioni separate.

Ricorrendo le condizioni stabilite dalla legge ovvero dal presente Statuto, i soci finanziatori sono costituiti in assemblea speciale.

L’assemblea speciale è convocata dal Consiglio di Amministrazione della Cooperativa o dal rappresentante comune della categoria, quando questi lo ritengano necessario o quando ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei possessori di azioni nominative della categoria.

Le modalità di funzionamento delle assemblee speciali sono determinate in base a quanto previsto dagli artt. 2363 e seguenti, C.C., in quanto compatibili con le successive disposizioni del presente Statuto.

Art. 24-bis – Strumenti finanziari partecipativi diversi dalle azioni

Con delibera dell’assemblea straordinaria, la cooperativa può emettere strumenti finanziari partecipativi diversi dalle azioni, forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nell’assemblea generale dei soci, secondo la disciplina dettata per le società per azioni agli articoli 2346 comma 6 e 2351 comma 5 del codice civile ed in conformità all’art. 2526 del codice civile. In tal caso, con regolamento approvato dalla medesima assemblea straordinaria, sono stabiliti:

a. l’importo complessivo dell’emissione, il numero dei titoli emessi;

b. gli eventuali diritti patrimoniali ed amministrativi.

Gli apporti dei sottoscrittori degli strumenti finanziari partecipativi possono avere ad oggetto denaro, e vengono iscritti ad apposito fondo del patrimonio netto della cooperativa.

La deliberazione dell’assemblea stabilisce, altresì, i compiti, che vengono attribuiti al Consiglio di Amministrazione, ai fini

del collocamento dei titoli.

Salvo contraria disposizione adottata dall’assemblea in sede di emissione dei titoli, gli strumenti finanziari di cui al presente articolo possono essere sottoscritti e trasferiti esclusivamente previa comunicazione al consiglio di amministrazione, che ha facoltà di pronunciarsi in merito entro 60 (sessanta) giorni. In caso di mancato gradimento, il consiglio provvederà ad indicare altro acquirente gradito. Decorso il predetto termine, i titoli potranno essere trasferiti al proposto acquirente. In caso di trasferimento ai soci ordinari, si applica la disciplina contenuta alle lettere b) e c) dell’art. 2514 del codice civile.

Ai medesimi possessori di strumenti finanziari è riservata la nomina di almeno un amministratore, di un sindaco effettivo e di un supplente, nonché di un liquidatore in caso di scioglimento della Cooperativa. I diritti amministrativi saranno esercitati dai titolari degli strumenti finanziari mediante deliberazione della relativa Assemblea speciale.

All’assemblea speciale dei possessori di strumenti finanziari partecipativi ed al relativo rappresentante comune si applica quanto previsto dalle norme di legge e dal precedente art. 24.

Gli strumenti finanziari sono remunerati mediante la partecipazione al riparto degli utili di esercizio nella misura stabilita con la deliberazione dell’assemblea straordinaria di cui al primo comma, che avverrà in via privilegiata sulla base dell’utile risultante dal bilancio approvato, al netto delle destinazioni di utili obbligatorie per legge. Ferma restando la natura patrimoniale di tali apporti, la delibera di emissione può stabilire che la remunerazione annuale degli strumenti finanziari sia stabilita anche parzialmente in misura fissa, da attribuirsi anche in assenza di utili.

Il valore degli strumenti finanziari può essere ridotto in conseguenza di perdite con diritto alla postergazione rispetto all’utilizzo di tutte le altre riserve del patrimonio netto e del capitale sociale. In caso di scioglimento della Cooperativa, gli strumenti finanziari sono rimborsati con priorità rispetto alle azioni dei soci cooperatori e degli eventuali soci finanziatori, per il loro intero valore.

Oltre che nei casi previsti dall’art. 2437 c.c., i titolari di strumenti finanziari potranno esercitare per l’intero o parzialmente il diritto di recesso decorso il termine di 3 (tre) anni dalla data di sottoscrizione degli strumenti finanziari. Fermi restando i casi previsti dalla legge, la deliberazione di emissione degli strumenti finanziari può stabilire un periodo maggiore. Il diritto di recesso potrà essere esercitato secondo le disposizioni degli artt. 2437 e segg. c.c., ferma restando

l’indivisibilità delle riserve di cui all’art. 2545-ter. In tutti i casi in cui è ammesso il recesso, il rimborso degli strumenti finanziari dovrà avvenire secondo le modalità previste dagli artt. 2437-bis e seguenti del codice civile.

Art. 25 – Strumenti finanziari di debito

Con deliberazione dell’assemblea straordinaria, la Cooperativa può emettere obbligazioni nonché strumenti finanziari di debito, diversi dalle obbligazioni, ai sensi degli artt. 2410 e seguenti, cod. civ.

In tal caso, con regolamento approvato dalla stessa assemblea straordinaria, sono stabiliti:

a. l’importo complessivo dell’emissione, il numero dei titoli emessi ed il relativo valore nominale unitario;

b. le modalità di circolazione;

c. i criteri di determinazione del rendimento e le modalità di corresponsione degli interessi;

d. il termine di scadenza e le modalità di rimborso.

La deliberazione dell’assemblea stabilisce altresì i compiti che vengono attribuiti al Consiglio di Amministrazione ai fini del collocamento dei titoli.

All’assemblea speciale degli obbligazionisti ed al relativo rappresentante comune si applica quanto previsto dalle norme di legge e dal precedente art. 24.

Trattamento Economico dei Soci Cooperatori

rattamento Economico dei Soci Cooperatori

Art. 26 – Regolamento

In considerazione della peculiare posizione giuridica del socio lavoratore, titolare di un ulteriore rapporto di lavoro, la prestazione di lavoro del socio stesso e il relativo trattamento economico e normativo sono disciplinati da apposito Regolamento, redatto dal Consiglio di Amministrazione ed approvato dall’assemblea ordinaria dei soci, ai sensi dell’art. 6, Legge 3 aprile 2001, n. 142.

Il Regolamento Interno può definire i parametri di carattere economico, produttivo e finanziario, in presenza dei quali l’assemblea può dichiarare lo stato di crisi aziendale e stabilire le misure da adottare per farvi fronte.

Il Regolamento Interno può definire le misure da adottare in caso di approvazione di un piano di avviamento nel rispetto delle condizioni e delle modalità richiamate dalle leggi.

Art. 27 – Ristorni

L’assemblea che approva il bilancio può deliberare, su proposta del Consiglio di Amministrazione, l’erogazione del ristorno ai soci cooperatori, nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabilite dalla normativa vigente, dalle disposizioni del presente statuto e dal relativo apposito regolamento.

Il ristorno è ripartito tra i soci cooperatori proporzionalmente alla qualità e alla quantità degli scambi mutualistici, in conformità con i criteri stabiliti dall’apposito regolamento, i quali – in via generale – debbono considerare la qualità e quantità della prestazione lavorativa dei soci ai fini di erogare loro un trattamento economico ulteriore rispetto alle retribuzioni contrattuali.

L’assemblea può deliberare la ripartizione dei ristorni a ciascun socio:

a. in forma liquida;

b. mediante aumento proporzionale delle rispettive azioni o con l’emissione di nuove azioni;

c. mediante l’emissione di strumenti finanziari di cui ai precedenti articoli.

La ripartizione dei ristorni ai soci cooperatori è consentita solo dopo che siano state effettuate le destinazioni degli utili a favore degli strumenti finanziari di cui ai precedenti articoli 22 e 24-bis.

Patrimonio Sociale

Patrimonio Sociale

Art. 28 – Patrimonio

Il patrimonio della cooperativa è costituito:

a. dal capitale sociale, che è variabile ed è formato:

1. da un numero illimitato di azioni in possesso dei soci cooperatori, ciascuna di valore di Euro 25,00 (venticinque/00) e, comunque, non superiore né inferiore ai limiti previsti dalla legge

2. dalle azioni dei soci finanziatori, ciascuna del valore di Euro 25,00 (venticinque virgola zero zero).

3. dalle azioni dei soci sovventori, ciascuna del valore di Euro 25,00 (venticinque virgola zero zero), destinate al Fondo dedicato allo sviluppo tecnologico o alla ristrutturazione o al potenziamento aziendale;

4. dalle azioni di partecipazione cooperativa, ciascuna del valore di Euro 25,00 (venticinque virgola zero zero), destinate alla realizzazione di programmi pluriennali di sviluppo ed ammodernamento;

a-bis. dal Fondo strumenti finanziari partecipativi, costituito con gli apporti di cui al precedente art. 24-bis, ciascuno del valore di euro 25,00 (venticinque virgola zero zero);

b. dalla riserva legale formata con gli utili di cui all’articolo 31 e con il valore delle quote eventualmente non rimborsate ai soci receduti od esclusi ed agli eredi dei soci deceduti;

c. dall’eventuale sovrapprezzo quote formato con le somme versate dai soci ai sensi dei precedenti articoli;

d. dalla riserva straordinaria;

e. dalle riserve divisibili (in favore dei soci finanziatori),

formate ai sensi dell’articolo 22;

f. da ogni altro fondo di riserva costituito dall’assemblea e/o previsto per legge.

Per le obbligazioni sociali risponde soltanto la cooperativa con il suo patrimonio e, conseguentemente, i soci nel limite delle quote/azioni sottoscritte e i possessori di strumenti finanziari partecipativi nel limite dei rispettivi apporti, tenuto conto dei privilegi attribuiti dai precedenti articoli 22 e 24-bis.

Le riserve, salvo quelle di cui alle precedenti lettere c) ed e), sono indivisibili e, conseguentemente, non possono essere ripartite tra i soci cooperatori durante la vita della cooperativa, né all’atto del suo scioglimento.

Art. 29 – Versamento azioni

L’importo derivante dalle azioni sottoscritte dai soci cooperatori potrà essere versato a rate, nei tempi e modi da stabilirsi da parte del Consiglio di Amministrazione e comunque nel termine massimo di anni 10 (dieci).

Le azioni sottoscritte dai soci finanziatori e dai soci sovventori potranno essere versate a rate e precisamente:

a. almeno il 30% (trenta per cento), all’atto della sottoscrizione;

b. il restante nei termini da stabilirsi dal Consiglio di Amministrazione.

Art. 30 – Caratteristiche delle azioni dei soci cooperatori

Le azioni sottoscritte e possedute dai soci cooperatori non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli volontari, né essere cedute.

Art. 31 – Bilancio

L’esercizio sociale va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno.

Alla fine di ogni esercizio sociale il consiglio d’amministrazione provvede alla redazione del bilancio, previo esatto inventario, da compilarsi in conformità ai principi di legge.

Il bilancio deve essere presentato all’assemblea dei soci per l’approvazione entro centoventi giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, ovvero entro centottanta giorni qualora ricorrano le condizioni di cui all’ultimo comma dell’articolo 2364 c.c., certificate dal Consiglio di Amministrazione in sede di relazione sulla gestione.

L’assemblea che approva il bilancio delibera sulla ripartizione dei ristorni nel rispetto dei limiti e delle modalità previste dal precedente articolo 27 e, successivamente sulla distribuzione degli utili annuali destinandoli:

a. a riserva legale nella misura non inferiore a quella prevista dalla legge;

b. al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all’art. 11 della legge 31.1.92 n. 59, nella misura del 3% (tre per cento);

c. ad eventuale rivalutazione gratuita del capitale sociale, nei limiti ed alle condizioni previsti dall’art. 7 della legge 31 gennaio 1992, n. 59;

c-bis. ad eventuale remunerazione degli strumenti finanziari partecipativi di cui al precedente art. 24-bis;

d. ad eventuale remunerazione del capitale sociale effettivamente versato in misura non superiore al limite stabilito dalla legge ai fini del riconoscimento dei requisiti mutualistici;

e. ad eventuale remunerazione delle azioni dei soci finanziatori, dei soci sovventori e delle azioni di partecipazione cooperativa nei limiti e secondo le modalità stabiliti dal presente statuto;

f. la restante parte a riserva straordinaria ovvero ai fondi di cui alle lettere e) ed f) dell’art. 28.

La ripartizione di ristorni ai soci cooperatori, ai sensi del precedente art. 27, è consentita solo dopo che siano state effettuate le destinazioni degli utili di cui alle precedenti lettere a) e b), e senza pregiudizio per la remunerazione degli strumenti finanziari di cui ai precedenti articoli 22 e 24-bis.

Organi Sociali

Organi Sociali

Art. 32 – Assemblee

Le assemblee sono ordinarie e straordinarie, possono aver luogo anche fuori della sede sociale, purché in Italia.

Art. 33 – Modalità di convocazione

Il Consiglio di Amministrazione convoca le assemblee ordinarie e straordinarie mediante avviso contenente l’ordine del giorno, il luogo, la data, l’ora della prima e della seconda convocazione, che deve essere fissata almeno 24 ore dopo la prima.

l’avviso è pubblicato, almeno 15 (quindici) giorni prima dell’adunanza, nella Gazzetta Ufficiale o in uno dei seguenti quotidiani: LA REPUBBLICA, IL CORRIERE DELLA SERA, IL SOLE 24ORE.

In alternativa, l’avviso è inviato per lettera raccomandata o comunicazione via fax o altro mezzo idoneo a garantire la prova del ricevimento da parte di ciascun socio avente diritto di voto e del rappresentante comune di ciascuna categoria di strumenti finanziari privi del diritto di voto, almeno 8 (otto) giorni prima dell’adunanza.

Il Consiglio di Amministrazione può, a sua discrezione e in aggiunta a quella obbligatoria stabilita nel secondo comma, usare qualunque altra forma di pubblicità diretta a meglio diffondere fra i soci l’avviso di convocazione delle assemblee.

L’assemblea deve essere convocata nei successivi trenta giorni quando ne sia fatta richiesta, con l’indicazione delle materie da trattare, dall’organo di controllo o da almeno un decimo dei soci; qualora il Consiglio di Amministrazione non vi provveda, la convocazione è effettuata dall’organo di controllo.

Art. 34 – Assemblea ordinaria e straordinaria

L’Assemblea Ordinaria:

a. approva il bilancio consuntivo e, se dovesse ritenerlo utile, anche il bilancio preventivo;

b. procede alla nomina delle cariche sociali, nel rispetto della eventuale riserva di nomina a favore dei possessori di strumenti finanziari di cui agli articoli 18 e 24-bis e in ogni caso con modalità tali da consentire agli stessi la nomina in assemblea generale del numero di amministratori loro spettante conformemente agli articoli 21 e 24-bis e alla relativa delibera di emissione, ne determina il numero e la durata del mandato;

c. determina la misura delle eventuali medaglie di presenza da corrispondere agli amministratori, per la loro attività collegiale, e la retribuzione annuale dei sindaci;

d. approva i regolamenti interni, con le maggioranze previste per le assemblee straordinarie;

e. delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci;

f. delibera sull’eventuale erogazione del ristorno ai sensi dell’articolo 28 del presente statuto;

g. delibera, all’occorrenza, un piano di crisi aziendale, con le relative forme d’apporto, anche economico, da parte dei soci lavoratori ai fini della soluzione della crisi, nonché, in presenza delle condizioni previste dalla legge, il programma di mobilità;

h. delibera sull’eventuale domanda di ammissione proposta dall’aspirante socio ai sensi dell’articolo 6;

i. delibera su tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale riservati alla sua competenza dal presente statuto o sottoposti al suo esame dagli amministratori.

Essa ha luogo almeno una volta all’anno, entro i centoventi giorni, ed eccezionalmente, quando particolari esigenze lo richiedano, entro 180 (centottanta) giorni successivi alla chiusura dell’esercizio sociale.

L’assemblea si riunisce inoltre quante volte il Consiglio di Amministrazione lo creda necessario o ne sia fatta richiesta per iscritto, con indicazione delle materie da trattare, dal Collegio Sindacale o da almeno un decimo dei soci.

L’assemblea straordinaria delibera:

1. sulle modificazioni dell’atto costitutivo;

2. sulla proroga della durata e sullo scioglimento anticipato della Cooperativa;

3. sulla nomina e sui poteri dei liquidatori;

4. sulla emissione degli strumenti finanziari ai sensi e conformemente agli articoli 21, 24-bis e 25 del presente statuto.

Art. 35 – Validità delle assemblee

In prima convocazione l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati la metà più uno dei soci aventi diritto al voto.

In seconda convocazione, l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto e delibera validamente, a maggioranza assoluta dei voti, su tutti gli oggetti posti all’ordine del giorno, salvo che sullo scioglimento e la liquidazione della società in cui occorrerà la presenza diretta o per delega della metà più uno dei soci aventi diritto al voto ed il voto favorevole dei 3/5 dei presenti o rappresentati aventi diritto al voto.

Art. 36 – Votazioni

Per le votazioni si procederà normalmente col sistema della alzata di mano o per divisione.

Per le elezioni delle cariche sociali, considerato il numero dei soci e la loro diffusione territoriale, la complessità della base sociale oltre alla complessità strutturale e organizzativa dell’impresa, l’assemblea ordinaria dei soci potrà eleggere una commissione elettorale incaricata di gestire le fasi delle votazioni, nonché raccogliere proposte di candidature, che potranno essere presentate avendo a riferimento i seguenti criteri.

Per i soci:

– una permanenza in cooperativa come socio ordinario di almeno cinque anni;

– un titolo di studio almeno corrispondente al diploma di scuola media superiore o, in alternativa, aver ricoperto all’interno della cooperativa un ruolo di caposervizio, capostruttura di cantieri complessi o direttivo per almeno due anni;

– non incorra nei casi di impedimento previsti dall’art. 2382 del C.C.

Per i non soci:

– il possesso di un diploma di laurea o, in alternativa, una esperienza di natura direttiva o di componente di consiglio di amministrazione di almeno cinque anni.

– non incorra nei casi di impedimento previsti dall’art. 2382 del C.C.

Sia i soci che i non soci che intendono candidarsi dovranno presentare un curriculum vitae, per consentire una serena e corretta valutazione da parte della commissione elettorale.

Per le elezioni delle cariche sociali o quando trattasi di argomenti riguardanti persone, si procederà col sistema della votazione palese.

Art. 37 – Diritto di voto

Hanno diritto al voto nelle assemblee i soci che risultino iscritti nel libro dei soci da almeno 90 giorni. Ogni socio cooperatore ha un solo voto, qualunque sia l’importo di capitale sociale posseduto.

Per i soci finanziatori si applica l’articolo 21 del presente statuto.

Per i soci speciali si applica l’articolo 10 del presente statuto.

I soci cooperatori che, per qualsiasi motivo, non possono intervenire personalmente all’assemblea, hanno la facoltà di farsi rappresentare, mediante delega scritta, soltanto da un altro socio avente diritto al voto. Ad ogni socio non può essere conferita più di 1 (una) delega.

I soci finanziatori possono conferire delega alle condizioni e nei limiti di cui all’articolo 2372 c.c.

La Associazione Nazionale di categoria e le Organizzazioni cooperative regionali cui la Cooperativa eventualmente aderisce, potranno partecipare con i propri rappresentanti ai lavori dell’Assemblea, senza diritto al voto.

Art. 38 – Verbali

L’Assemblea, tanto in sede ordinaria che straordinaria, è presieduta da un socio eletto dall’assemblea stessa.

L’assemblea nomina un segretario e, quando occorreranno, due scrutatori.

Le deliberazioni devono constare da verbale sottoscritto dal presidente dell’assemblea e dal segretario.

Il verbale delle assemblee in sede straordinaria deve essere redatto dal notaio.

Art. 39 – Assemblee separate

Ove si verificassero i presupposti di legge di cui all’articolo 2540 c.c., la cooperativa istituisce le assemblee separate.

Il Consiglio di Amministrazione convoca le assemblee separate nei modi e termini previsti per l’assemblea generale. Il termine di preavviso deve essere rispettato per la prima assemblea separata.

Allo scopo di facilitare la partecipazione dei soci e, conseguentemente, la convocazione e lo svolgimento delle assemblee separate, i soci della cooperativa sono raggruppati in Sezioni, in particolare avendo riguardo alle zone ove esistano sedi secondarie o unità locali. Tali sezioni potranno essere create anche in zone prive delle strutture suddette, quando per numero dei soci ed importanza di attività sia ritenuto opportuno per gli organi della cooperativa.

Ciascuna sezione non può essere formata con un numero inferiore a 50 soci. Qualora il numero di soci di una sezione si riduca al di sotto della soglia sopra stabilita, il Consiglio di Amministrazione provvede ad assegnare i soci alla sezione più

vicina.

Tutte le norme previste per lo svolgimento dell’assemblea generale, ordinaria o straordinaria, si applicano alle assemblee separate.

Ogni assemblea separata delibera sulle materie che formano oggetto dell’assemblea generale e nomina i delegati all’assemblea generale, in conformità con i criteri stabiliti da apposito regolamento. In ogni caso, nell’assemblea generale deve essere assicurata la proporzionale rappresentanza delle minoranze espresse dalle assemblee separate.

Tutti i delegati debbono essere soci.

Rimane fermo il diritto dei soci che abbiano partecipato all’assemblea separata di assistere all’assemblea generale.

Art. 40 – Consiglio di Amministrazione

Il Consiglio di Amministrazione si compone di un numero dispari di consiglieri con un minimo di 3 (tre) e un massimo di 25 (venticinque).

Gli amministratori durano in carica da uno a tre esercizi.

Salvo quanto previsto dall’articolo 2390 c.c., gli amministratori possono ricoprire incarichi negli organi di amministrazione di altre imprese a condizione che essi siano formalmente autorizzati da apposito atto deliberativo del Consiglio di Amministrazione della cooperativa. La mancanza di tale atto deliberativo comporta la decadenza dall’ufficio di amministratore.

Salvo quanto previsto per i soci finanziatori dal presente statuto, l’amministrazione della cooperativa può essere affidata anche a soggetti non soci, purché la maggioranza degli amministratori sia scelta tra i soci cooperatori ovvero tra le persone indicate dai soci cooperatori persone giuridiche.

Fermi restando i limiti di cui all’art. 2542 del codice civile, ai possessori di strumenti finanziari di cui ai precedenti articoli 18 e 24-bis è riservata la nomina del numero di amministratori loro spettante conformemente ai precedenti articoli 21 e 24-bis e alla relativa delibera di emissione.

I Consiglieri sono dispensati da prestare cauzione.

Il Consiglio elegge, nel suo seno, il Presidente ed il Vice Presidente; Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente o da chi lo sostituisce tutte le volte che egli lo riterrà utile ed opportuno, oppure quando gli sia fatta richiesta da almeno due consiglieri.

La convocazione è fatta a mezzo lettera raccomandata o comunicazione via fax o altro mezzo idoneo a garantire la prova del ricevimento da parte di ciascun consigliere, da spedirsi non meno di tre giorni prima dell’adunanza e, nei casi urgenti, a mezzo telegramma, in modo che i Consiglieri ed i Sindaci effettivi ne

siano informati almeno un giorno prima della riunione.

Le adunanze sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli amministratori in carica.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti. A parità di voti prevale il voto del Presidente.

Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione della società.

Spetta, pertanto, a titolo esemplificativo, al Consiglio di Amministrazione:

a. curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea;

b. redigere bilanci consuntivi e preventivi;

c. compilare i regolamenti interni previsti dallo Statuto;

d. stipulare tutti gli atti e contratti di ogni genere inerenti all’attività; fra gli altri vendere, acquistare, permutare beni e diritti mobiliari ed immobiliari, con le più ampie facoltà al riguardo ivi compresa quella di rinunciare alle ipoteche legali, compiere ogni e qualsiasi operazione compreso leasing presso istituti di credito di diritto pubblico e privato, aprire, utilizzare, estinguere conti correnti, anche allo scoperto e compiere qualsiasi operazione di banca, compresa l’apertura di sovvenzioni e mutui concedendo tutte le garanzie anche ipotecarie; cedere, accettare, emettere, girare, avallare, scontare, quietanzare crediti, effetti cambiari e cartolari in genere;

e. gestire l’attività della Cooperativa, concorrere a gare di appalto, licitazioni e trattative private per opere o servizi inerenti l’attività sociale e stipulare i relativi contratti;

f. deliberare e concedere avalli cambiari, fideiussioni ed ogni e qualsiasi altra garanzia sotto qualsivoglia forma per facilitare l’ottenimento del credito agli enti a cui la cooperativa aderisce, nonché a favore di altre cooperative;

g. conferire procure speciali e nominare un direttore e/o una direzione della quale fanno parte di diritto il Presidente ed il Vice Presidente;

h. definire le scelte strategiche nell’ambito delle quali, se nominata, la direzione opera;

i. assumere e licenziare il personale della Società, fissandone le mansioni e le retribuzioni;

j. deliberare circa l’ammissione, il recesso, la decadenza e l’esclusione dei soci;

k. relazionare, in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio, sui criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico e alla sussistenza del requisito della prevalenza mutualistica o alle azioni che si intendono intraprendere per riacquistare il requisito stesso in caso di perdita temporanea ai sensi dell’articolo 2545-octies c.c.

Nella medesima relazione il Consiglio di Amministrazione deve illustrare le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione di nuovi soci;

l. compiere tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, fatta eccezione soltanto di quelli che, per disposizione di legge o del presente statuto, siano riservati all’Assemblea generale.

Il Consiglio di Amministrazione può affidare specifici incarichi a singoli amministratori o a un comitato esecutivo, delegando loro i necessari poteri e precisando i contenuti, i limiti e le modalità di esercizio della delega. Non possono essere delegati i poteri concernenti le materie indicate dall’articolo 2381, comma 4, c.c. nonché i poteri in materia di ammissione, di recesso ed esclusione dei soci. Il Consiglio di Amministrazione deve inoltre deliberare in forma collegiale nei casi in cui oggetto della decisione siano la remunerazione della prestazione mutualistica, il ristorno, il conferimento, la cessione o l’acquisto di azienda o di ramo d’azienda, la costituzione o assunzione di una partecipazione rilevante in altra società, la fusione societaria.

Art. 41 – Direzione

Nel caso il Consiglio di Amministrazione provveda alla nomina di una Direzione, determinerà le funzioni e responsabilità di ciascun componente tramite il conferimento di specifiche procure.

Ai membri della direzione spettano, di massima e nell’ambito delle scelte strategiche definite dal Consiglio di Amministrazione, le funzioni e responsabilità di cui ai punti D), E), I) del precedente Art. 40.

Ai lavori della Direzione deve essere convocato il Collegio Sindacale.

Art. 42 – Sostituzione degli amministratori

In caso di mancanza di uno o più amministratori il Consiglio provvede a sostituirli nei modi previsti dall’art. 2386 del C.C.

Art. 43 – Il Presidente

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha la rappresentanza e la firma sociale.

Il Presidente è perciò autorizzato a riscuotere, da pubbliche amministrazioni o da privati, pagamenti di ogni natura ed a qualsiasi titolo, rilasciandone liberatorie quietanze.

Egli ha anche facoltà di nominare avvocati, procuratori e professionisti in genere, conferendo anche procure alla lite davanti a qualsiasi autorità giudiziaria e amministrativa, ed in qualunque grado di giurisdizione.

Previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione, può delegare i propri poteri, in tutto o in parte, al Vice Presidente o ad un membro del Consiglio, nonché, con speciale procura e per

speciali atti a terzi.

In caso di assenza o di impedimento del Presidente tutte le sue attribuzioni e funzioni spettano al Vice Presidente.

Art. 44 – Il collegio sindacale

Ove si verificassero i presupposti di legge di cui all’articolo 2543, comma 1, c.c., o quando la società lo ritenga opportuno, la cooperativa procede alla nomina del collegio sindacale, composto da tre membri effettivi e due supplenti eletti dall’assemblea.

La nomina di un membro effettivo e di un membro supplente è riservata, nel rispetto dell’articolo 2543 c.c., ai possessori di strumenti finanziari di cui ai precedenti articoli 18 e 24-bis. L’assemblea nomina il presidente del collegio stesso.

I sindaci durano in carica tre anni e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. Essi sono rieleggibili.

Il collegio sindacale deve vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento.

A tal fine, i sindaci possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, avendo inoltre la facoltà di chiedere agli amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Possono scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all’andamento generale dell’attività sociale.

Nell’espletamento di specifiche operazioni di ispezione e di controllo, i sindaci (sotto la propria responsabilità ed a proprie spese) possono avvalersi di propri dipendenti ed ausiliari, i quali tuttavia non debbono trovarsi in una delle condizioni di ineleggibilità e decadenza previste dall’art. 2399, c.c. L’organo amministrativo può, tuttavia, rifiutare agli ausiliari e ai dipendenti dei sindaci l’accesso a informazioni riservate.

I sindaci relazionano, in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio, sui criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico e alla sussistenza del requisito della prevalenza mutualistica.

Art. 45 – Revisione legale dei conti

La revisione legale dei conti è esercitata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale iscritti nell’apposito registro.

Potrà essere esercitata dal Collegio Sindacale, nel caso non si superino i limiti per la redazione del bilancio consolidato; in

tal caso il collegio sindacale dovrà essere costituito da revisori legali iscritti nell’apposito registro.

Scioglimento e Liquidazione

Scioglimento e Liquidazione

Art. 46 – Scioglimento

La società si scioglie per le cause previste dall’art. 2545 duodecies C.C..

La nomina e la revoca dei liquidatori è di competenza dell’assemblea che delibera con le maggioranze previste per le modificazioni dello statuto.

La nomina di un liquidatore è riservata ai possessori di strumenti finanziari di cui ai precedenti articoli 18 e 24-bis.

In caso di nomina di pluralità di liquidatori, gli stessi costituiscono il collegio di liquidazione, che funzionerà secondo le norme seguenti:

a. il collegio dei liquidatori delibererà a maggioranza assoluta dei suoi membri;

b. per l’esecuzione delle deliberazioni del collegio dei liquidatori potranno essere delegati uno o più dei suoi membri;

c. il collegio dei liquidatori si riunirà ogni volta che ne sia fatta richiesta anche da uno solo dei suoi membri mediante avviso scritto da spedirsi agli altri membri almeno otto giorni prima di quello fissato per la riunione: il collegio dei liquidatori si riunirà comunque validamente, anche senza convocazione scritta, quando siano presenti tutti i suoi componenti;

d. i verbali delle deliberazioni del collegio dei liquidatori saranno redatti su apposito libro e sottoscritti da tutti i componenti presenti alla riunione.

Ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 2487 bis C.C. i liquidatori assumono le loro funzioni con effetto dalla data di iscrizione della relativa nomina nel registro delle imprese.

Salva diversa delibera dell’assemblea, al liquidatore ovvero al collegio dei liquidatori compete il potere di compiere tutti gli atti utili ai fini della liquidazione, con facoltà, a titolo esemplificativo, di cedere anche in blocco l’azienda sociale, stipulare transazioni, effettuare denunzie, nominare procuratori speciali per singoli determinati atti o categorie di atti.

Art. 47 – Devoluzione patrimonio

In caso di estinzione della società, l’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il rimborso degli apporti di capitale versati dai possessori di strumenti finanziari di cui al precedente art. 24-bis, il rimborso del capitale sociale effettivamente versato e rivalutato ed i dividendi eventualmente maturati, nonché l’assegnazione ai soci finanziatori della quota parte ad essi spettanti delle eventuali riserve divisibili formate ai sensi del precedente art. 22, deve essere devoluto al fondo mutualistico di promozione e sviluppo della cooperazione di cui all’art. 11 della Legge 31 gennaio 1992, n. 59.

Disposizioni Generali

Disposizioni Generali

Art. 48 – Regolamenti interni

Per disciplinare il funzionamento interno, il Consiglio di Amministrazione elaborerà appositi regolamenti sottoponendoli successivamente alla approvazione dei soci riuniti in assemblea.

Art. 49 – Clausole mutualistiche

Le clausole mutualistiche previste dal presente statuto, sono inderogabili e devono essere di fatto osservate.

F.TO: CIANCHI LEONARDO – ANTONIO MARRESE NOTAIO.