Pescatori come spazzini per difendere il nostro mare

Da pescatori a netturbini del mare, che raccolgono i rifiuti rimasti intrappolati nelle reti e li riportano a terra per avviarli al riciclo o smaltirli. CFT è orgogliosa di aderire ad “Arcipelago pulito”, il progetto pilota, primo del suo genere in Italia, per liberare dai rifiuti di plastica una delle aree più belle dei nostri mari: quella del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, ricchissima zona di pesca nella quale operano le imbarcazioni che lavorano per conto di CFT Ittico. Il progetto è stato firmato martedì 27 febbraio a Firenze da una squadra anti-rifiuti composta da Unicoop Firenze, Regione Toscana, Legambiente, CFT società cooperativa, l’Autorità portuale, l’azienda di raccolta dei rifiuti Revet, la capitaneria di porto e il Ministero dell’ambiente.

Oggi la legge considera il rifiuto marino come un rifiuto speciale, quindi da raccogliere, trasportare e smaltire secondo precise procedure. Questo, di fatto, vieta ai pescatori di rimuoverlo dalle reti e riportarlo in porto per non incorrere in sanzioni. Così che l’unica cosa da fare è gettarlo di nuovo in mare.

Non solo i pescatori potranno raccogliere i rifiuti pescati ma, grazie all’accordo, saranno loro i migliori alleati dei nostri mari. I titolari delle barche che pescano a strascico per conto di CFT ittico potranno infatti installare a bordo una speciale “big bag”, contenitore nel quale ammassare i rifiuti da consegnare a dei tecnici qualificati una volta rientrati in porto, senza rischiare sanzioni. Come “premio”, riceveranno un contributo finanziato da Unicoop Firenze attraverso la vendita delle buste in mater bi per frutta e verdura, quelle da un centesimo di euro.

“Abbiamo aderito con entusiasmo a questo progetto sperimentale che per i nostri pescatori rappresenta un’opportunità importante per contribuire a migliorare il loro “ambiente di lavoro” – spiega Leonardo Cianchi, presidente di CFT – le nostre imbarcazioni quotidianamente nella loro attività si trovano ad affrontare la problematica delle plastiche in mare. Grazie ai partner con cui lavoreremo ci saranno occasioni di formazione per chi lavora in mare e di sensibilizzazione sulle responsabilità che noi tutti abbiamo nei confronti dell’ambiente. L’obiettivo dei pescatori è fare la loro parte nella lotta all’inquinamento dell’ecosistema marino, d’ora in poi sarà possibile”.

L’accordo riguarda i trecento chilometri quadrati di mare tra Livorno e Grosseto, nel cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. A marzo inizierà la formazione dei pescatori e tra la primavera e l’inizio dell’estate il progetto entrerà nella fase operativa per i primi sei mesi sperimentali.

 

 

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